Home‎ > ‎

LA RISERVA FORESTALE DELL'ONSERNONE

Il regno dell'abete bianco. In poche foreste le dinamiche naturali sono avanzate come qui

La Riserva forestale dell'Onsernone, istituita nel 2002, comprende vasta parte del versante destro dell'alta Valle Onsernone, per complessivi 789 ettari. Si estende dalle gole dell'Isorno fino alla fascia dei lariceti sottostanti l'Alpe Ruscada (640-1760 m s.l.m.).Verso ovest è delimitata dal Confine di Stato. Un piano della Riserva è esposto sotto www.riservaforestaleonsernone.ch  Il paesaggio è grandioso. Siamo in luoghi isolati e selvaggi. La natura è potente, con grandi valloni, torrenti, gole, pietraie, balzi rocciosi, e, soprattutto, una vasta e profonda foresta. Fra le riserve del Sud delle Alpi la Riserva dell'Onsernone presenta il più alto grado di naturalità. Caratteristica climatica sono le oltremodo abbondanti precipitazioni fra aprile e ottobre. Climaticamente la Riserva si trova in una zona di transizione fra la regione dei laghi prealpini e la regione alpina. 
La Riserva dell'Onsernone e quella della Valle di Lodano in Ticino sono le uniche unità gestite attivamente, con un'importante offerta di informazione, portali web, e programmi di escursioni. Quella dell'Onsernone ha inoltre un centro di accoglienza, a Comologno.
 
Proprietari della Riserva sono: il Patriziato Generale d'Onsernone (656 ettari), il Comune di Onsernone (99 ettari), diversi privati (20 ettari) e lo Stato del Cantone Ticino (14 ettari).

Ente esecutore, cioè gestore della Riserva, è il Comune di Onsernone.
 
 
Il manto forestale
 
I principali complessi forestali della Riserva sono l'abetina, la faggeta, il bosco misto di latifoglie e il lariceto; minoritaria è la pecceta. 26 le specie di alberi e arbusti. Nucleo centrale e perla della Riserva è l'abete bianco, che in questi luoghi trova condizioni ambientali del tutto rispondenti alle sue esigenze. L'abete bianco spesso è consociato al faggio, in misura minore all'abete rosso. Importante rilevare la presenza dell'abetina con rododendro, formazione relittica. Il rododendro in fiore sotto l'oscuro abete è una delle immagini più belle che la foresta ci offre.
Il bosco di abete bianco (sui 300 ettari) ha un alto grado di naturalità. Lascia intuire il carattere della foresta primaria; un intreccio di alberi di diversa età, alberi di grande dimensione (sono stati individuati soggetti alti 35 metri e più), alberi morti in piedi e a terra, pieni di vita nascosta. La foresta, lasciata a sé stessa, evidenzia vitalità, stabilità e autonomia. A tratti è fittissima e ombrosa, altrove aperta e luminosa. Liberata dai tagli, lentamente si riequilibra.
Le faggete (oltre 300 ettari) si presentano con strutture che risentono ancora degli interventi di taglio del passato. Qua e là si osservano i primi crolli, con relativo processo di affermazione di nuove generazione di alberi.
Il bosco di latifoglie, perlopiù giovane, accompagna le gole dell'Isorno, e supera di poco gli 800 m s.l.m. E' composto da una quindicina di specie arboree, principalmente acero id montagna, frassino, ontano nero e ontano bianco, rovere e tiglio.
Il lariceto copre la fascia più alta, oltre i 1500 m s.l.m. Si osserva una sua parziale infiltrazione da parte dell'abete rosso.
 
Notevole rilevare il fenomeno delle "montagnette". Sono ondulazioni del terreno, osservabili in più zone, dovute ad antichi schianti da vento. Gli alberi, cadendo, hanno sollevato le radici, che nei decenni hanno dato origine al fenomeno. 
 

La fauna
 
Gli ungulati sono presenti con il camoscio, il capriolo e il cervo, quest'ultimo apparso recentemente. La Riserva è abitata da volpi, faine, donnole, tassi,ricci, scoiattoli, ghiri e lepri bianche. Poche le osservazioni relative ai pippistrelli. Una settantina gli uccelli osservati. Molte le specie legate ad ambienti indisturbati, e, alcune, significativamente alle cavità degli alberi, riconducibili perlopiù all'attività dei picchi. Alcune delle specie osservate: il codirosso, il torcicollo, il beccafico, l'aquila reale, l'astore, il gheppio, il corvo imperiale, il picchio muraiolo, il fagiano di monte, la nocciolaia, la ghiandaia, l'allocco, la civetta capogrosso, la cinciallegra, la cinciarella, il rampichino comune, la balia dal collare e i picchi, il picchio verde, il picchio rosso maggiore, il picchio nero. Emblema della Riserva è il picchio nero, che si fa spesso sentire. E' facile vederne i grandi nidi, e osservare alberi morti cirvellati alla ricerca di cibo. Poche le osservazioni sugli insetti, pur tanto importanti per l'equilibrio della foresta. Una specifica ricerca è stata condotta sulla formica rossa dei boschi, di cui si possono osservare i grandi formicai.
Anche rispetto alla fauna assume grande importanza la già oggi cospicua presenza in bosco di legna morta. Non si contano infatti le specie che ne dipendono: uccelli, mammiferi, molluschi, rettili, funghi, licheni, muschi, la flora, e, appunto gli invertebrati.
 
I funghi 
 
Dal 2004 il Gruppo di ricerca micologica Riserva forestale dell'Onsernone (www.funghionsernone.ch) esegue un monitoraggio dei macromiceti. 500 ad oggi le specie osservate, di cui 200 sono legate al legno morto. Molte specie sono minuscole, funghi celati nelle fessure dei tronchi e mimetizzati fra mucchi di rami e tronchi in decomposizione.
 
Progetti e ricerche
 
Nel 2013 sono stati rilevati sette "transetti forestali" su aree campione 15 x 50 metri; in ognuna d'esse sono definite la posizione e la dimensione di ogni albero. Per informazioni: Ufficio forestale VIII circondario, Locarno.
Per quanto riguarda i funghi proseguono le ricerche del Gruppo di ricerca micologia Riserva forestale dell'Onsernone (si consulti www.funghionsernone.ch).
Nel corso del 2013 è stata portata a termine una ricerca sulle antiche piazze del carbone all'interno del perimetro dell'odierna Riserva. Si veda: Cherubini, P., Maurer Judith, Egli, M., 2013: Analisi pedologiche ed antracologiche in carbonere della VAlle Onsernone. paolo.cherubini@wsl.ch
 
Visite
 
I principali punti di accesso si trovano a Crana, Comologno e Spruga. I sentieri sono classificati quali "sentieri di montagna". In inverno e con forti piogge l'accesso alla Riserva è sconsigliato. Seguite i sentieri, con la dovuta prudenza.
I percorsi consigliati:
  • Crana - Comologno: Crana-Ponte dei Pizzi-Costa del Guald-Pianone-Ca Rossa-Comologno. Durata: ca 3 ore. Dislivelli: in su 640 m., in giù 460 metri.
  • Comologno-Spruga: Comologno-Ca Rossa-Alpe Lombardone-Alpe Ruscada-Casone-Tecc dal Böcc-Spruga. Durata: 5 ore e 45 min. Dislivelli: in su 1150 metri, in giù 1130 metri.
Una cartina dei sentieri è scaricabile da: www.riservaforestaleonsernone.ch (Visita / Mappa dei sentieri). Facilita inoltre la visita della Riserva la Guida I sentieri della Riserva forestale dell'Onsernone (gennaio 2010).  

Il Comune di Onsernone offre annualmente alla popolazione un'escursione guidata. Per informazioni: comune.onsernone@bluewin.ch

 

Escursioni guidate possono essere richeste a: Roberto Buffi, tel. 079 365 93 85 - www.silvaforum.ch

Periodo: maggio - ottobre.
Carte topografiche: CNS 1:25'000, Fogli 1311 Comologno, e 1312 Locarno.
 
Equipaggiamento di montagna indispensabile!
 
 
 Per informarvi
 
Informazioni turistiche: Info Point ad Auressio. Tel. (0041) 91 797 10 00
  • Centro visite della Riserva a Comologno (Casa comunale): esposizione, materiale informativo, documentazioni, audio
  • www.parconazionale.ch (Riserve forestali, Riserva forestale Onsernone)
  • Comune di Onsernone; email: comune.onsernone@bluewin.ch
 
Bibliografia 
  • Guida Natura Riserva forestale dell'Onsernone (80 pagine), 2012
  • Guida I sentieri della Riserva forestale dell'Onsernone, 2010 (disponibile anche in versione tedesca).
  • Guida al Sentiero Natura Crana - Comologno La natura nel grande bosco, 2011
          Le pubblicazioni sono ottenibili presso la Cancelleria comunale di Onsernone, comune.onsernone@bluewin.ch
 
Ċ
Roberto Buffi,
14 ott 2014, 23:35