LA RISERVA FORESTALE VALLE DI LODANO

Vale veramente la pena di compiere il giro di questa valle laterale della Maggia

La Riserva, istituita nel 2012, copre i due scoscesi e articolati versanti della Valle di Lodano, Valle laterale della Valmaggia, su territorio comunale di Maggia (frazione di Lodano). Prevalgono le esposizioni verso NE e SO. L'area totale misura 582 ettari, fra 680 e 1800 m s.l.m. circa, ed è quasi integralmente coperta da bosco. Poggia su roccia madre di tipo cristallino, parzialmente (versante sinistro della Valle) coperta da detriti di falda. Di riflesso i suoli tipicamente presentano una reazione acida. il regime pluviometrico è intenso, con 2000 mm di pioggia all'anno, o poco meno. Le temperature ovviamente variano in funzione del gradiente altimetrico.


Proprietario pressoché unico della Riserva forestale della Valle di Lodano è il Patriziato di Lodano. lo stesso Ente funge da ente esecutore e gestore.


La gestione della Riserva di Lodano mira alla tutela delle dinamiche naturali della foresta. Si tratta dunque di una riserva integrale, in cui, in particolare, sono esclusi i tagli di legname e ogni attività agricola. Rimangono aperti interventi di taglio per la sicurezza degli alvei e la manutenzione dei sentieri. Caccia, pesca,  raccolta di funghi e frutti di bosco sono autorizzati nei limiti definiti dalle normative preesistenti; non vi è alcuna ulteriore restrizione. Sono previsti, in parte già realizzati, interventi di miglioria sui sentieri, e l'informazione e sensibilizzazione del cittadino. L'ente gestore si dimostra molto attivo; nei pochi anni dall'istituzione ha saputo realizzare diverse opere. Si può affermare che le riserve forestali di Lodano e dell'Onsernone a oggi sono le uniche gestite in modo dinamico.
 
 
Il manto forestale
 
Per estensione i principali complessi forestali sono la faggeta (oltre un terzo dell'area), il lariceto (un terzo dell'area) e l'abetina (circa un quinto dell'area). Minoritaria è la presenza dell'abete rosso, dei querceti (su suoli rocciosi e superficiali) e del bosco di latifoglie miste (selve castanili lasciate alla natura). Le faggete sono ascrivibili ai tipi Faggeta a Erba lucciola bianca tipica e Faggeta a Erba lucciola bianca con felci, entrambe molto diffuse al Sud delle Alpi. Nelle parti alte il faggio è accompagnato dall'abete bianco. Trattasi si boschi prevalente giovani (anche se qua e là si osservano alberi di notevoli dimensioni) e uniformi, per struttura ancora lontani dallo stato naturale. Interessante rilevare che le faggete della Valle di Lodano sono in predicato di essere candidate a un inserimento nel patrimonio dell'umanità dell'Unesco. I lariceti possono essere attribuiti al tipo Lariceto con pino cembro, dove si pone l'interessante questione di un eventuale ritorno del Pino cembro, possibile a seguito dell'abbandono della pastorizia, avvenuto negli anni 1950. Anche qui si hanno boschi ancora giovani, con alberi lontani dal loro potenziale di sviluppo (ma questo vale per la maggior parte dei boschi del Cantone). L'abetina si presenta con diverse unità caratterizzate da specifiche mescolanze: abete bianco con faggio, abete bianco con larice, abete bianco con abete rosso. Interessante la presenza dell'abetina con rododendro.
Deve essere messo in rilievo questo: i dati riportati dovranno essere confermati da specifici rilevamenti sul campo. La questione è dolente, vista la quasi totale assenza, nelle riserve forestali del Ticino, di lavori di ricerca; un'eccezione lo sono unicamente le due unità Selvasecca al Lucomagno e Arena in Val di Vergeletto, che beneficiano di ricerche a lungo respiro promosse dalla Confederazione.  
 
Fino agli anni 1960 i boschi della Valle di Lodano erano soggetti a pesanti interventi di taglio. In seguito hanno potuto riprendersi, similmente a quanto avvenuto in molte zone del Cantone. L'abbandono delle attività silvo-pastorali è in parte da ricondurre alla difficile accessibilità.
 
 
La fauna
 
Pochissimi i dati faunistici. Merita di essere ricordato il bel cerambice Plagionotus detritus, legato al legno morto della quercia; la specie è fortemente minacciata. 
 
Fra gli ungulati primeggiano anche qui il camoscio e  il capriolo; c'è anche lo stambecco, occasionalmente il cervo. Naturale è la presenza della marmotta, di scoiattoli, ghiri, vari topolini, faina, martora, del tasso, dell'ermellino, e della lepre bianca. Sono state osservate oltre una quarantina di specie di uccelli, fra cui il picchio rosso maggiore, il rampichino, il regolo, la civetta capogrosso, la nocciolaia, l'allodola, Il culbianco, il corvo imperiale, la pernice bianca, il fagiano di monte e la coturnice.
 
Fonte di quanto riportato: Riserva forestale Valle di Lodano, Progetto di massima novembre 2008. Gecos Riazzino.
 
 
Visite
 
L'accesso alla Riserva comporta il superamento delle ripide gole del torrente Lodano. Avviene al meglio da Castello (ca 800 m s.l.m), che si raggiunge da Lodano (350 m s.l.m.), passando dai monti sopra l'abitato e Canigee.  In seguito è possibile proseguire sul versante orografico sinistro della Valle, fino agli alpi Casgeira (1575 m s.l.m.) e Canaa (1843 m s.l.m.). Il Patriziato prevede per il futuro la realizzazione di quattro itinerari didattico-panoramici. Per informarsi è opportuno rivolgersi ai portali menzionati di seguito, come pure a www.ti-sentieri.ch. Non devono essere sottovalutati i dislivelli e i tempi di percorrenza.
 
Equipaggiamento di montagna indispensabile!
Carte topografiche: CNS 1:25'000 1292 Maggia,e 1312 Locarno
 
 
Per informarvi 
 

Bibliografia:
  • Profumi di boschi e pascoli. Vicende umane, natura e Riserva forestale in Valle di Lodano (384 pagine). Ed. Armando Dado', Locarno (2015)
  • Pieghevole Valle di Lodano" del Patriziato di Lodano (riporta gli itinerari escursionistici)
 
 

 






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